Mezzi di lotta per la gestione delle malattie (parte 2)

Nell’articolo precedente (parte 1) sono stati visti i primi mezzi di lotta alle malattie delle piante, ovvero le tecniche per combattere i patogeni che attaccano le nostre colture d’interesse. In questo andremo ad approfondire le pratiche genetiche, chimiche e biotecnici.

I mezzi genetici

Sebbene controversi, ma per una questione di mancata spiegazione, i mezzi di lotta genetici spesso sono basati su un metodo di selezione classica/tradizionale. La selezione classica, applicata da millenni, è un metodo “manuale” di scelta delle piante che sono più performati per le nostre necessità (frutto più grande, dimensione della piante ridotta, colore migliore ecc) oppure più resistenti alle malattie e patogeni. Le varietà e specie in commercio sono frutto di anni di selezione, ovvero scelta della pianta migliore, tra molte presenti e incrociate tramite impollinazione. Questo processo ha permesso di avere cultivar resistenti o tolleranti certificate, che possono essere scelte al momento della semina o impianto in base alle proprie problematiche. Ovviamente si può fare anche menzione al miglioramento genetico moderno, che accorcia molto i tempi di selezione di nuove cultivar, ma ci sono delle controversie a riguardo.

I mezzi chimici

I mezzi chimici sono i mezzi più conosciuti e diffusi e permettono di eradicare le malattie delle piante in modo tendenzialmente efficace e sono tradizionalmente chiamati “pesticidi” o fitofarmaci. Le nuove legislazioni europee però stanno riducendo di molto i principi attivi utilizzabili, quindi ora si punta all’utilizzo degli altri mezzi di lotta elencati nei due articoli o all’integrazione di diverse tecniche. I mezzi chimici non sempre sono solo prodotti di sintesi, ma possono essere anche prodotti utilizzati in agricoltura biologica come rame o zolfo, e possono essere utilizzati in maniera preventiva o curativa. L’azione che hanno questi prodotti può essere di quattro tipi:

  • Induttori della resistenza della pianta: il prodotto attiva i meccanismi che la pianta ha normalmente di protezione in un momento precedente all’arrivo del patogeno, così che essa sia già pronta a rispondere prontamente al patogeno una volta insinuato;
  • Prodotti per l’eradicazione: comprendono l’attività contro gli inoculi svernanti (batteri o funghi in dormienza durante le fasi invernali) o la geosterilizzazione (trattamenti del terreno per ridurre il numero di organismi nocivi);
  • Prodotti per la protezione: fitofarmaci che fungono da barriera tra ospite (pianta) e il patogeno che vuole attaccarlo (Fig. 1);
  • Prodotti di terapia: sono quei fitofarmaci che vengono utilizzati tendenzialmente per gli alberi una volta che la malattia è già presente, essi agiscono all’interno del fusto.
Figura 1. Trattamento con fitofarmaci in piano campo.

I mezzi biotecnici

I mezzi biotecnici sono delle metodologie basate sul controllo di insetti tramite feromoni, ovvero gli ormoni sessuali utilizzati per attirare il compagno per l’accoppiamento (Fig. 2). Ogni tecnica inizia con una cattura spia, ovvero un controllo della presenza del fitofago (insetto che si alimenta delle piante) tramite delle trappole e la conta degli esemplari. Dopo la cattura spia si può passare a due tecniche differenti:

  • Cattura intensiva o massale: vengono posizionate delle trappole con feromoni che competono con le femmine presenti nell’ambiente, catturando i maschi attratti dai feromoni posti nel dispositivo. Questo mezzo funziona se l’insetto che si vuole gestire non fa partenocarpia (ovvero si riproduce senza il maschio) e la popolazione è poco densa. Hanno lo stesso principio anche le trappole attratticide, ovvero con esche proteiche o alimentari.
  • Confusione sessuale o disorientamento: sono erogatori di feromoni artificiali che rendono difficile la riproduzione degli insetti in quanto non riescono a seguire una traccia precisa, questo porta gli esemplari al mancato incontro e riproduzione.
Figura 2. Trappole per il monitoraggio degli insetti patogeni del pomodoro in ambiente protetto (Fonte: antropocene.it)

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