La Popilia japonica: un flagello nel Nord Italia

Introduzione

La Popilia japonica, insetto originario del Giappone e Russia, è stato introdotto per la prima volta in Italia nel 2014 (tra Piemonte e Lombardia, ma anche in Svizzera). I danni causati da questo insetto sono molto importanti e ricadono su numerose colture, di tipologie diverse. Sebbene non sia ancora presente in tutta Italia, si sta diffondendo ed è meglio imparare a riconoscerla prima che sia troppo tardi. La Popilia japonica è da segnalare come organismo da quarantena in tutta l’Unione Europea (vedi i siti o app specifiche per singola regione).

Cos’è la Popilia japonica?

La Popilia japonica, comunemente conosciuta come Coleottero scarabeide del Giappone (Japanese Beatle), è un insetto soggetto a lotta obbligatoria presente in Piemonte e Lombardia che attacca numerose colture agricole. Il riconoscimento dell’adulto è molto semplice (Figura 1) in quanto questo insetto ha delle caratteristiche che lo contraddistinguono facilmente:

  1. Il colore è verde metallizzato con le elitre (ovvero le strutture che coprono le ali) di colore rosso rame sempre metallizzato che coprono completamente il corpo;
  2. Cinque ciuffi di peli biancastri nella parte addominale che gli danno un aspetto a righe bianche e nere nella parte inferiore dell’addome e due sopra alla parte finale dell’addome;
  3. Le antenne lamellate (visibili nell’immagine a destra di Fig. 1);
  4. Si distingue dai maggiolini degli orti, comuni nei nostri areali, oltre che per le caratteristiche precedenti anche per la forma più tozza e ovale;
  5. Interessante è anche la posizione di allarme di questo coleottero che, in caso di pericolo, rimane immobile con le zampe posteriori aperte.
Figura 1. Popilia japonica.

Il ciclo di vita della Popilia japonica in breve

Gli stadi in cui si divide il ciclo di questo insetto sono quattro: uovo, larva, pupa e adulto. Nelle nostre zone questo coleottero fa 1 generazione l’anno e il suo sviluppo occupa interamente il periodo.

  1. Uovo: deposto dopo la riproduzione estiva dell’adulto nel terreno (fino a 10 cm di profondità) in gruppi da 2 o 4;
  2. Larva: alla schiusura delle uova (dopo circa 2 settimane) esce una larva che si nutre di radici e sono poco mobili (con la tipica forma a C), nel periodo tardo autunnale scendono a svernare negli strati del terreno a 25-30 cm. Quando le temperature in primavera raggiungono i 10°C le larve tornano negli strati più alti e ricominciano a mangiare le radici.
  3. Pupa: dopo 4-6 settimane la larva si impupa e inizia la metamorfosi in coleottero adulto.
  4. Adulto: schiusura della pupa tra maggio e giugno e inizio dell’accoppiamento, l’adulto ha una vita di un mese/un mese e mezzo.

L’adulto si accoppia (Fig. 2) tra fine maggio e fine agosto, con ripetuti accoppiamenti e deposizione tra le 40-60 uova a femmina. Popilia japonica si può spostare fino a 500 m al giorno, con uno spostamento tra i 3 e i 24 km l’anno.

Figura 2. Accoppiamento di Popilia japonica.

Piante attaccate e danni

Le piante attaccate dalla Popilia japonica sono varie e vengono attaccate o nella parte aerea dall’adulto o nell’apparato radicale dalla larva, ciò rende questo insetto estremamente pericoloso per le colture. L’adulto si alimenta di foglie, frutti e fiori della pianta colpendo alberi (da frutto e forestali), piante da orto e da pieno campo e piante spontanee. I danni dell’adulto sono visibili su foglia in Figura 3, si osservano le nervature rimaste in quanto l’insetto mangia solo il tessuto tenero. Le larve, che come abbiamo detto si nutrono di radici, arrecano danni a tappeti erbosi e prati, in quanto il target sono le graminacee, questione problematica soprattutto per i campi sportivi e green del golf. Sono stati osservati danni della larva anche su radici di altre specie, quali lamponi e colza.

Figura 3. Danni da Popilia japonica. A sinistra, su frutto di susino; al centro, su foglie di vite; a destra, su foglie di ciliegio.

I danni maggiori sono stati osservati su piante quali vite e ciliegio, ma anche su mais, soia, fragole, asparagi, ibisco, rose, mirtilli, aceri, castagni, nocciolo ed altro. Nei prati, nel periodo autunnale, Popilia japonica attacca anche il trifoglio rosso.

Come controllare Popilia japonica

Il coleottero in questione dovrebbe essere controllato sia in fase larvale che in fase adulta; i metodi di lotta per ora utilizzati sono principalmente preventivi. Le zone con irrigazione continua sono luoghi ideali per la deposizione delle uova di questo insetto e per il successivo sviluppo di larve. Una gestione di questo aspetto potrebbe aiutare a ridurre gli individui nei prati e campi. La Popilia japonica ha dei nemici naturali quali talpe e toporagni che si nutrono delle larve, ma anche uccelli ed altri coleotteri. La lotta biologica, utilizzando parassiti, funghi entomofagi e batteri, sembra essere promettente per la riduzione delle larve.

Nelle aree con numerosi adulti è possibile posizionare delle trappole a feromoni (Fig. 4) che attirano e catturano gli adulti, così che non riescano a riprodursi o deporre le uova. In caso di presenza di questo coleottero nelle vostre aree è necessario segnalarne la posizione al servizio fitosanitario della vostra regione. Infine, se sono presenti degli individui adulti, è importante la raccolta meccanica.

Figura 4. Trappola con feromoni per la cattura di Popilia japonica.

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