Le principali avversità del pomodoro

marciume pomodoro

Introduzione 

Il pomodoro (Solanum lycopresicum L.) è uno degli ortaggi più amati e presenti nei nostri orti e giardini. Sebbene la coltivazione sia piuttosto semplice e intuitiva, spesso vanno prese in considerazione alcune accortezze per evitare di perdere la produzione o parte di essa. I danni che possono avere i pomodori, come per tutte le piante, hanno doppia causa: 

  • I danni abiotici, ovvero danni dovuti a fattori quali eccesso o mancata luce, acqua e squilibri fisiologici; 
  • I danni biotici, ovvero dovuti da animali (insetti, artropodi ect), funghi, batteri e virus. 

I danni abiotici non verranno trattati in questo articolo in quanto, se la coltivazione del pomodoro è corretta, non si avranno numerose problematiche di questo tipo (ad esempio i colpi di sole per esposizione troppo forte alla luce o marciume apicale per scompenso idrico). Nei biotici sono presenti anche i nematodi, i quali causano danni notevoli all’apparato radicale della pianta, ma non verranno approfonditi. Il virus principali che attaccano la pianta di pomodoro sono il Tobacco mosaic virus (virosi del mosaico del tabacco) visibile come grandi macchie sulle foglie e stentato accrescimento della pianta, e il Tomato spotted wilt virus che causa macchie e bronzatura, con avvizzimento della pianta (Fig. 1).

Figura 1. Danni su frutto di pomodoro determinato da Tomato spotted wilt virus (TSWV), (Fonte: ipmimages.org).

Le malattie causate da animali 

Quando si parla di danno biotici causati da animali si intende principalmente insetti (Fig. 2). Tra quelli più dannosi per le piante di pomodoro si trovano i lepidotteri (Tuta absoluta, Helicoverpa armigera, Spodoptera littoralis) le cui larve attaccano diverse parti della pianta. Le larve mangiano, scavando gallerie o attaccando esternamente, gli organi del pomodoro quali steli, foglie, frutti e fiori. Altro lepidottero è la plusia del pomodoro (Chrysodeixis chalcites), appartenente alla famiglia dei nottuidi, la cui larva attacca foglie e frutti non solo del pomodoro, ma anche di altre specie quali mais, peperoni, patate e diverse crucifere. Sempre della stessa famiglia abbiamo gli Agrotidi (Agrotis ipsilon e A. segetum) che attaccano la parte basale della pianta, quali radici e colletto, provocandone una possibile caduta. Anche altre larve terricole, quali Agriotes spp, attaccano le radici del pomodoro. La dorifora (Leptinotarsa decemlineata), comunemente conosciuta per i danni sulle patate, attacca nella fase larvale foglie e steli del pomodoro. 

Alcuni insetti, quali afidi e aleurodidi, succhiano la linfa dalla pianta e arrecano un danno diretto, ovvero la deformazione e deperimento della pianta, ma anche uno indiretto dovuto alla trasmissione di virus. Anche le punture causate dall’adulto di cimice verde portano a danni secondari sulla pianta quali tacche necrotiche. Ultimo danno causato da animali è quello di indebolimento e morte della pianta determinato dall’attacco di acari.  

Figura 2. Stadi giovanili di diversi patogeni di pomodoro. A sinistra, Tuta absoluta; al centro, Agrotis ipsilon; a destra, Leptinocarsa decemlineata (Fonte: ipmimages.org).

Le malattie causate da funghi

Le malattie causate da funghi sono complicate da osservare precocemente, in quanto i sintomi (Fig. 3) sono spesso visibili dopo che l’infezione è già avviata, e sono pericolosi per le colture. Su pomodoro si tratta principalmente di marciumi, necrosi (morte delle cellule) e lesioni. I generi Rhizoctonia, Phytophthora e Pythium portano alla moria delle piantine, una condizione favorita da molta umidità e ristagno, oltre a impianti fitti. I sintomi su pomodoro sono differenti a seconda dello stadio della pianta: marciume del seme e generalizzato sulla pianta, lesioni e strozzature e, come definito dal nome della condizione, morte delle piantine.

Lesioni sulle piante sono causate anche da Alternaria solani (alternariosi, lesioni scure accompagnate da cerchi clorotici) e Botrytinia fuckeliana (lesioni su steli e foglie, con presenza di muffa grigia). Per quanto riguarda Phytophthora infestans (Peronospora), Septoria lycopersici (Septoriosi) e Fulvia fulva (Cladosporiosi) sono visibili macchie sulle foglie, nel primo caso marroni, nel secondo e terzo necrotiche solo su quelle basali. Le ultime due malattie descritte sono il Mal bianco (Oidium lycopersici) visibile tramite come feltro bianco sulla foglia di pomodoro e il Marciume basale (Fusarium oxysporum) che porta marciume a radice e colletto della pianta.

Figura 3. A sinistra, Alternaria solani; al centro, Fulvia fulva; a destra, Oidium lycopersici (Fonte: ipmimages.org).

Le malattie causate da batteri

Le principali malattie del pomodoro causate da batteri (Fig. 4) sono cinque, con sintomi differenti:

  • Maculatura batterica (Xanthomonas vesucatoria) la quale causa macchie sulle foglie che successivamente necrotizzano e macchie con alone verde scuro sui frutti;
  • Macchiettatura batterica (Pseudomonar syringae pv. tomato) i cui danni sono dovuti a piccole aree con cellule con eccessivo accumulo d’acqua e macchie necrotiche;
  • Marciume molle del fusto e frutti (Pectobacterium carovorum) che porta alla crescita stentata del pomodoro e avvizzimento, oltre a rammollimento dei tessuti;
  • Avvizzimento batterico (Rasolstonia solanacearum), patogeno che fa, appunto, avvizzire la pianta;
  • Cancro batterico (Clavibacter michiganensis), anch’esso porta ad avvizzimento e ripiegamento della pianta.
Figura 4. A sinistra, Pseudomonar syringae pv. tomato; al centro, Rasolstonia solanacearum; a destra, Xanthomonas vesucatoria (Fonte: ipmimages.org).

Controllo delle malattie del pomodoro

I parassiti delle piante possono essere controllati con fungicidi, battericidi o insetticidi, ma anche attraverso altri mezzi di lotta. Inizialmente la scelta di semente certificata è importante per evitare virus ed altre malattie già presenti nel materiale che verrà utilizzato. Per di più tutte le operazioni agronomiche, che sono utili per la crescita ottimale della pianta di pomodoro, sono anche fondamentali per rendere inospitale l’ambiente ai patogeni. Alcuni esempi sono:

  • Controllo delle infestanti che potrebbero essere ospiti degli stessi insetti o microrganismi che attaccano la nostra coltura;
  • Seminare o trapiantare le piante in periodi specifici così da rendere più difficile o assente l’infestazione;
  • Monitoraggio delle piante tramite trappole per insetti o controllo visivo dei sintomi;
  • Lotta biologica o biotecnica (presentati negli articoli “Mezzi di lotta per la gestione delle malattie” presente nel blog);
  • Rotazioni delle colture, così che il patogeno non trovi nell’anno successivo lo stesso ospite;
  • Accurata selezione di principi attivi e utilizzo non costante, ma alternato;
  • Rimozione dei residui colturali (piante dell’anno precedente, residui di cimature).

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