Introduzione
La necessità di coltivare in vaso (Figura 1) nasce sia per l’impossibilità di avere spazio, sia per evitare l’eccessivo uso del suolo. Un altro caso di utilizzo di vasi è legato alla coltivazione fuori suolo, ad esempio l’idroponica. La scelta del contenitore adatto è sia utile in sede di semina, che durante il mantenimento della pianta, anche in terrazzi e giardini.
I vasi si differenziano per il materiale (organico o inorganico), la dimensione e la forma; queste caratteristiche sono fondamentali e da prendere in considerazione nel momento dell’acquisto. Ad esempio, se si dovesse scegliere tra vasi di terracotta e plastica, si dovrebbero valutare le differenti condizioni legate sia alla temperatura del substrato che all’evaporazione dell’acqua.
Un fattore preliminare che spesso non viene preso in considerazione è l’altezza del contenitore. Nel caso di piante fiorite, l’altezza del contenitore non deve superare la metà dell’altezza della pianta. Il rapporto tra aria e acqua nel substrato cambia in base all’altezza del contenitore: normalmente in basso al vaso c’è uno strato di acqua mentre sulla superficie c’è scarsa umidità. Se il vaso è troppo basso ci potrebbe essere eccessiva acqua e quindi problemi alle radici.
Per quanto riguarda la base dei vasi, a parità di altezza e diametro, i vasi con la base circolare hanno all’interno il 30% di substrato in meno rispetto a quelli a base quadrata.
Figura 1. Crescita di piante in vaso con sistema di irrigazione
Le tipologie di contenitore
La funzione e la pianta da coltivare determinano il tipo di contenitore o vaso da utilizzare, oltre all’ambiente dove si vuole coltivare. La specie, e le sue dimensioni, sono fondamentali nella scelta del vaso per permettere alla pianta di crescere sana e rigogliosa. È determinante anche la funzione del vaso, ad esempio se utilizzato in fase di semina o successivamente. Di seguito delle tipologie di contenitore:
-
- Seminiere, contenitori alveolati: utilizzati durante le semine o trapianti, sono contenitori con un diverso numero di celle dove è possibile mettere il seme o la piantina ancora nei primi stadi di sviluppo, così che vengano mantenute divise ma facilmente spostabili (anche tramite macchine).
-
- Paperpots: vasi di carta di forma tendenzialmente cilindrica che vengono utilizzati nei primi stadi di sviluppo della pianta.
-
- Vasi e fioriere: presenti in commercio di diversi materiali che ne determinano caratteristiche differenti (terracotta, plastica, cocco, lolla di riso e torba compressa) vengono utilizzati per piante adulte, ornamentali e non, anche su terrazzi e giardini nel caso di hobbisti; sono classificati in base al loro diametro e sono tendenzialmente a base quadrata o rotonda.
-
- Sacchi: sono presenti in commercio in misure differenti, possono avere manici e vengono utilizzati per piante adulte; svuotati occupano poco spazio.
-
- Fitocelle: sono meno costosi dei vasi, utilizzati per far radicare piante arboree o far crescere giovani piante, ma anche per la semina; principalmente sono di polietilene.
-
- Panelli e cestelli portavasi: per mantenere i vasi in posizione, o semplicemente posizionarli sulle ringhiere dei balconi.
Figura 2. Paperpots
Contenitori per la semina
La fase iniziale, di germinazione del seme, è fondamentale per la buona riuscita della pianta adulta. In questo momento la scelta del contenitore è importante, come la scelta del substrato. In vivaio, la scelta va su due opzioni principali:
-
- Contenitori alveolati in polistirolo espanso: questo tipo di vassoi sono costituiti da un numero variabile di celle, permettono il movimento in modo facilitato, consentendo una semina meccanica. Uno dei vantaggi è la gestione dello spazio, in quanto possono essere disposti a pila nel momento di mancato utilizzo. A livello fisiologico, il polistirolo espanso permette un buon isolamento termico nelle radici della pianta.
-
- Torba compressa con l’impronta per la disposizione del seme: di forma cubica, questo sistema fa si che non si utilizzi un contenitore vero e proprio, ma è necessaria una cassetta per la movimentazione, anche meccanica. Il seme riesce ad essere coeso uniformemente al substrato. Questa tecnica ha un problema legato alla perdita di acqua per evaporazione ed una disformità di crescita delle piante.
Perché si rinvasano le piante?
Il motivo per cui, dopo un determinato periodo, è necessario cambiare il vaso alle piante che si stanno coltivando è causata dalla composizione fisico-chimica del substrato. Nel terriccio che si pone nel vaso si ha tendenzialmente una parte solida, liquida (acqua) e gassosa (aria) che va a modificarsi perché le radici delle piante vanno a riempire gli spazi vuoti. Anche altri fattori possono cambiare questi rapporti, ovvero l’irrigazione, la concimazione e l’escursioni termiche. Queste condizioni rendono il terreno più compatto e ne cambiano delle caratteristiche importanti come, ad esempio, la capacità di trattenere l’acqua e la salinità.
Il cambiamento del vaso permette alla pianta di avere più spazio per le radici e migliorare le sue condizioni di crescita, partendo dall’apparato radicale. È consigliabile non aumentare eccessivamente le dimensioni del vaso quando si decide di rinvasare, in quanto sia migliore tenere una gradualità nel rinvasi.




